Siti web e landing page
Sito web per una PMI: la guida completa per scegliere e non sbagliare
A cosa serve il sito di una PMI, che tipo scegliere, con quale tecnologia, cosa lo rende efficace, cosa dice la legge italiana e come scegliere chi lo fa.

I Core Web Vitals sono tre misure di Google sull’esperienza reale di chi apre il tuo sito: quanto ci mette a mostrare il contenuto principale, quanto risponde a un tocco, quanto si sposta mentre carica. Per essere «buono» il sito deve stare sotto 2,5 secondi, 200 millisecondi e 0,1.

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer
Pubblicato il · 8 min di lettura
Un sito lento si riconosce senza strumenti: apri una pagina dal telefono, aspetti, e intanto ti viene voglia di chiuderla. Il problema è che chi arriva da un annuncio o da Google fa esattamente lo stesso, e in quel caso il clic lo hai già pagato o guadagnato.
I Core Web Vitals sono il modo con cui Google mette dei numeri a questa sensazione. In questa guida ti spiego cosa misurano, quali valori contano, come controllarli senza essere un tecnico e da dove partire per migliorarli, nell’ordine in cui li affronterei io su un sito aziendale.
Sono tre metriche, scelte da Google per descrivere l’esperienza reale di chi usa una pagina:
Le soglie con cui un valore è considerato «buono», secondo la documentazione di Google, sono queste:
| Metrica | Buono | Da migliorare | Scadente |
|---|---|---|---|
| LCP | fino a 2,5 secondi | da 2,5 a 4 secondi | oltre 4 secondi |
| INP | fino a 200 millisecondi | da 200 a 500 millisecondi | oltre 500 millisecondi |
| CLS | fino a 0,1 | da 0,1 a 0,25 | oltre 0,25 |
Il valore che conta è quello del 75° percentile delle visite: significa che per essere «buono» il sito deve rispettare la soglia per almeno tre visitatori su quattro, sia da telefono sia da computer, e non solo nella prova più fortunata.
Fonti: web.dev (aggiornato il 31 ottobre 2024) e PageSpeed Insights, consultate il 22 ottobre 2026.
Per due ragioni, una sicura e una incerta.
Quella sicura è l’esperienza. Una pagina che compare tardi, che reagisce con ritardo o che si sposta mentre leggi fa perdere persone. Non ho un dato italiano di mercato da citarti sul rapporto fra velocità e vendite, e non voglio inventarlo: il tuo dato lo trovi nei tuoi numeri, confrontando quante persone se ne vanno dalle pagine più lente.
Quella incerta è la posizione su Google. La documentazione di Google dice che raccomanda caldamente di raggiungere buoni Core Web Vitals per avere successo nella Ricerca, e che rientrano in ciò che i suoi sistemi di ranking cercano di premiare. Non dice quanto pesino. Per me la lettura onesta è questa: sono una condizione di base e uno spareggio, non una scorciatoia. Un sito veloce con contenuti deboli non sale; uno lento con contenuti buoni può perdere terreno.
Fonte: Google Search Central, aggiornata il 10 dicembre 2025.
Esistono due tipi di misura, e conviene non confonderli.
Due strumenti, entrambi di Google e senza costi, bastano per cominciare:
Un consiglio: guarda prima il telefono. È da lì che arriva la maggior parte dei visitatori di un sito aziendale, ed è dove i problemi si vedono di più.
Se il sito è nuovo o ha poche visite, i dati sul campo possono mancare: in quel caso PageSpeed Insights usa quelli dell’intero sito, quando ci sono, e altrimenti ti restano le prove di laboratorio.
Nei siti di PMI le cause ricorrenti sono poche, e quasi sempre le stesse.
Seguo quest’ordine, dal più semplice al più tecnico.
Telefono prima, computer dopo. Segna i tre valori e annota quale è fuori soglia: sono tre problemi diversi.
Dimensioni adatte allo spazio in cui compaiono, formato moderno, e quella in cima alla pagina caricata subito. È l’intervento con il rapporto migliore fra fatica e risultato.
Per ognuno chiediti a cosa serve e chi lo guarda. Quelli che nessuno usa si tolgono; gli altri si caricano più tardi, dopo la pagina.
Immagini e banner con dimensioni dichiarate, così nulla si sposta mentre carica.
Se il server è lento a rispondere, nessuna ottimizzazione sul sito basta. È anche la modifica più tecnica, e quella da chiedere a chi gestisce il sito.
Dopo ogni intervento rifai la misura, perché i dati sul campo si aggiornano solo con le visite dei 28 giorni successivi.
Non inseguire il 100 nel punteggio di laboratorio. Un sito con un buon punteggio e un buon dato sul campo è un sito che funziona; il resto è lavoro che non cambia l’esperienza di chi arriva.
Fai da solo ciò che non richiede di toccare il codice: immagini, plugin inutili, script che puoi togliere. Chiama una persona tecnica quando:
Sui siti che costruisco io, la velocità la controllo mentre il sito prende forma, soprattutto da telefono, e la misuro dopo la pubblicazione sui dati reali. Su un sito su misura è più semplice tenere sotto controllo il peso di ciò che si carica, ma la velocità non è automatica: deve essere un obiettivo di chi lo costruisce, con una misura prima e dopo. Come lavoro e cosa è compreso lo trovi nella pagina siti web e landing page. Per capire cosa si paga in un progetto, leggi quanto costa un sito web aziendale.
Se stai per commissionare un sito, o per rifarlo, la velocità si decide in costruzione e non dopo. Tre domande semplici fanno la differenza.
Una risposta vaga a queste domande è un segnale: la velocità non è stata presa in carico da nessuno.
Se vuoi che me ne occupi io: Siti web e landing page
Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.
Domande frequenti
Sono tre misure con cui Google valuta se un sito è piacevole da usare: la velocità con cui compare il contenuto principale (LCP), la prontezza con cui risponde a un tocco o a un clic (INP) e la stabilità della pagina mentre carica, cioè se gli elementi si spostano (CLS). Sono calcolate sulle visite reali, non su una prova in laboratorio.
Il punteggio di PageSpeed Insights va da 0 a 100: da 90 in su è considerato buono, fra 50 e 89 da migliorare, sotto 50 scadente. Ma è un punteggio di laboratorio. Per i Core Web Vitals contano soprattutto i dati sul campo, cioè quelli degli utenti veri, che trovi nella parte alta del rapporto.
Google dice di raccomandare di raggiungere buoni valori per avere successo nella Ricerca, e che rientrano in ciò che i suoi sistemi di ranking cercano di premiare. Non dice però quanto pesino. Non ti conviene aspettarti un salto di posizione solo per averli sistemati: contano soprattutto per l’esperienza di chi arriva.
In parte sì. Ridurre il peso delle immagini, togliere plugin e script che non servono e controllare l’hosting sono interventi che si possono fare senza scrivere codice, se il tuo sito lo permette. Quando il problema sta nel tema, nel codice o nel modo in cui il sito è costruito, serve una persona tecnica.
Dopo ogni modifica importante, come un nuovo plugin, un nuovo strumento di tracciamento o una nuova pagina, e poi con una cadenza fissa, per esempio una volta al mese. I dati sul campo si basano sugli ultimi 28 giorni, quindi un miglioramento si vede nelle misure solo dopo un po’.
No, non sempre. Un sito su misura può essere tenuto leggero fin dall’inizio, ma deve farlo qualcuno. Un sito WordPress ben fatto, con un tema leggero e pochi plugin, può essere molto veloce; uno carico di componenti no. La velocità dipende dal lavoro, più che dallo strumento.
Partiamo?
Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.
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