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Quanto costa un sito web aziendale: le voci del preventivo e i costi che arrivano dopo

Non c’è un prezzo unico. Nel mercato le fasce vanno da poche centinaia di euro a decine di migliaia, perché dipende da pagine, funzioni e lavoro sui contenuti. Contano le voci del preventivo e i costi che arrivano dopo la consegna.

Luca Mercuri

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer

Pubblicato il · 12 min di lettura

Perché è così difficile avere un prezzo

Se hai chiesto più preventivi per un sito, conosci il problema: le cifre vanno da poche centinaia di euro a decine di migliaia, e a prima vista sembrano riferite alla stessa cosa. Non lo sono. Due preventivi che portano lo stesso nome, «sito web aziendale», possono comprendere lavori molto diversi.

Per questo, prima di una cifra, ti serve sapere che cosa c’è dentro. Qui trovi le voci che compongono il costo, le fasce di mercato con fonti e date, i costi che arrivano dopo la consegna e come ragiono io sul prezzo dei miei siti, che partono da 1.300 €.

Cosa comprano davvero i soldi di un sito

Un sito si vede come un insieme di pagine. Chi lo costruisce lo vede come un insieme di lavori, e ognuno ha un peso sul costo.

  1. Posizionamento. Chi sei, a chi parli, cosa dici di diverso. Se questo lavoro manca, il sito dirà cose generiche e il resto sarà un problema di forma.
  2. Struttura. La mappa delle pagine e lo schema di ognuna: cosa viene prima, cosa può aspettare, dove va ogni invito all’azione.
  3. Testi. Quello che le persone leggono e che le fa decidere. Si scrivono prima del design.
  4. Design. Come appare il sito e quanto è coerente con il tuo brand.
  5. Sviluppo. Come viene costruito, con quale strumento, con quale velocità, anche da telefono.
  6. Configurazione tecnica. Dominio, hosting, certificato di sicurezza, tracciamento di chi arriva e di cosa fa.
  7. Consegna. Accessi, documentazione e la possibilità di fare le modifiche piccole da solo.

In un preventivo, queste voci possono comparire come righe separate o stare tutte in una cifra sola. Nel secondo caso non è facile capire quali ci siano davvero. Prima di confrontare due offerte, conviene chiedere a ognuno di indicare cosa comprende: testi, foto, versione da telefono, tracciamento, SEO di base, formazione.

Le fasce di mercato, con le fonti

Ho cercato fonti italiane e aggiornate. Quelle che ho trovato sono pagine di operatori del settore, non listini ufficiali, quindi le cifre vanno lette come un ordine di grandezza. Ogni riga ha la sua fonte e la sua data, perché le cifre cambiano.

Tipo di lavoroFascia indicataFonte e data
Sito per piccole impreseda 1.000 a 50.000 €Shopify Italia, settembre 2026
Sito di servizida 500 a 20.000 €Shopify Italia, settembre 2026
Design e sviluppo personalizzatida 2.000 a 20.000 €Shopify Italia, settembre 2026
Freelance o agenzia, fasi inizialida 2.000 a 10.000 €Shopify Italia, settembre 2026
Fascia generale di un sito professionaleda 350 a 1.500 € circaEkeria, giugno 2024
Sito vetrina di 5 o 6 paginecirca 1.500 €Ekeria, giugno 2024
Landing page, prezzo minimoda 300 €Economia-Italia.com, gennaio 2022
Sito vetrina fino a 5 pagine, prezzo minimoda 500 €Economia-Italia.com, gennaio 2022
Blog aziendale, prezzo minimoda 1.000 €Economia-Italia.com, gennaio 2022
E-commerce, prezzo minimoda 1.500 €Economia-Italia.com, gennaio 2022

Alcune note per leggerla.

  • Le fasce più larghe, da 1.000 a 50.000 €, dicono soprattutto che il prezzo dipende da cosa chiedi. Un sito di cinque pagine e un sito con funzioni su misura non sono lo stesso prodotto.
  • I «prezzi minimi» di Economia-Italia.com sono del 2022 e valgono come punto di partenza storico, non come cifra di oggi.
  • Una stessa fonte può dare numeri diversi nella stessa pagina: Shopify Italia, per esempio, indica per l’hosting intervalli che non coincidono fra una sezione e l’altra. Quando i numeri si contraddicono, mi fido meno e lo scrivo.

Il prezzo dei miei siti dipende dal numero di pagine, alle funzioni che servono e a quanto lavoro richiedono testi e posizionamento. Lo definisco a progetto chiuso, dopo una chiamata, con un contratto separato da quello delle campagne. Prima di aver capito che cosa ti serve, una cifra sarebbe una stima senza basi.

I costi che arrivano dopo la consegna

Qui si perdono molti preventivi. La cifra del sito è quella che vedi; quelle che seguono sono le voci che tornano ogni anno o ogni mese.

VoceFascia indicataFonte e data
Dominioda 10 a 30 € all’annoShopify Italia, settembre 2026
Hostingda 30 € all’anno fino a 200 € al mese, secondo le esigenzeEkeria, giugno 2024
Abbonamento a un costruttore di sitida 100 a 500 € all’annoShopify Italia, settembre 2026
Aggiornamenti della piattaforma (WordPress e simili)da 15 € al meseEconomia-Italia.com, gennaio 2022
Messa in sicurezzada 100 € all’annoEconomia-Italia.com, gennaio 2022
Ottimizzazione SEO continuada 400 € all’annoEconomia-Italia.com, gennaio 2022

Non tutte le voci ti servono, e alcune possono essere incluse nel prezzo. Il punto è saperle prima di firmare, per non scoprire dopo che il sito costa ogni anno più di quanto pensavi. In un preventivo serio dovrebbe essere chiaro chi paga dominio e hosting, di chi sono gli accessi e come si fanno gli aggiornamenti.

Prima di firmare conviene sapere di chi saranno dominio, hosting e accessi. Se sono intestati a chi costruisce il sito, il sito non è davvero tuo: per cambiare fornitore dovresti chiedere il permesso.

Come leggere un preventivo

Bastano poche domande, con risposta scritta.

  • I testi sono compresi? Chi li scrive, chi li approva, quante revisioni sono previste.
  • Il sito si vede bene da telefono? Molte persone aprono un sito dal telefono: la versione mobile è parte del lavoro, non un extra.
  • C’è il tracciamento? Senza sapere quante persone arrivano e quante scrivono, ogni decisione successiva è a sensazione.
  • Cosa succede alla consegna, e cosa non è compreso? Accessi, documentazione, formazione. Una buona offerta dice anche cosa lascia fuori.
  • Quanto costano le modifiche dopo? A tariffa oraria, a pacchetto o con un abbonamento.

Se due offerte hanno un grande divario di prezzo, di solito sta in una di queste risposte.

Strumento pronto, freelance o agenzia

Le strade sono tre. Uno strumento pronto costa poco all’inizio e va bene per esigenze semplici, se sei disposto a lavorare tu su testi e contenuti. Un freelance ti dà un contatto diretto con chi fa il lavoro: conviene capire se si occupa anche di testi e tracciamento. Un’agenzia ha più figure e gestisce progetti grandi, con una struttura che pesa sul prezzo. Io scelgo lo strumento caso per caso: WordPress, Webflow, Framer o uno sviluppo su misura. Come ragiono lo spiego in WordPress, sito su misura o no-code.

Sito a canone mensile: quando ha senso

Esiste una quarta strada, sempre più diffusa: invece di pagare il sito una volta, paghi un canone ogni mese. Dentro ci sono in genere la realizzazione diluita, l’hosting e la manutenzione.

I numeri che ho trovato. Un fornitore italiano di siti a noleggio, Digimprese, propone piani da 39, da 59 e da 99 € al mese, più un costo di attivazione tra 99 e 199 €, con un contratto di 12 mesi che si rinnova da solo e una disdetta da dare almeno 60 giorni prima. Per confronto, Stefano Piazza stima che un sito base gestito da te costi tra 10 e 30 € al mese tra hosting, dominio ed email, e tra 50 e 200 € al mese con il supporto di un professionista; un e-commerce con servizi avanzati può superare 200-300 €. Sono stime di professionisti che vendono questi servizi, e vanno lette così.

Quando ha senso. Se vuoi partire con poco e non vuoi occuparti di nulla di tecnico, il canone ha una sua logica: la spesa è prevedibile e hai un solo riferimento. Funziona meglio per un sito semplice, che cambia poco.

Dove sta il rischio. È la proprietà. Secondo la stessa fonte, con un canone mensile il sito spesso non resta tuo: se smetti di pagare, lo perdi. Alcuni fornitori dichiarano che il dominio resta a tuo nome e prevedono un riscatto, altri no. Nel lungo periodo il conto può superare quello di un sito pagato una volta: dodici canoni da 59 € fanno 708 € ogni anno, finché il sito resta in canone.

Io lavoro a progetto chiuso, con un contratto separato da quello delle campagne, e alla consegna ricevi accessi e documentazione. Se un fornitore ti propone un canone, prima della cifra conviene chiedere per iscritto tre cose:

  • di chi sono dominio, codice e contenuti;
  • quanto dura il contratto e come si disdice;
  • quanto costa riscattare il sito, e se lo si può portare altrove.

Cosa fa salire il costo e cosa lo fa scendere

Lo fanno salire:

  • più pagine, soprattutto se ciascuna richiede testi diversi;
  • funzioni particolari, come prenotazioni, aree riservate, calcolatori o collegamenti con altri strumenti;
  • un e-commerce, con catalogo, pagamenti e spedizioni;
  • testi e fotografie da produrre da zero;
  • un posizionamento ancora da definire;
  • più lingue.

Lo fanno scendere:

  • poche pagine, con un obiettivo chiaro;
  • materiale già pronto: testi, foto, casi che puoi raccontare;
  • decisioni rapide e una sola persona che legge e risponde;
  • uno strumento pronto, quando le esigenze sono semplici;
  • un perimetro scritto prima, che non cambia a metà lavoro.

Quest’ultimo punto vale più di quanto si pensi. Un sito che cambia perimetro in corsa costa più di uno scritto bene all’inizio, e il costo lo paga chi non l’aveva previsto.

Sito completo o landing page

Il sito completo ha più pagine e racconta chi sei, cosa fai, per chi: serve per presentarti con calma e farti trovare. La landing page è una pagina sola, costruita per un obiettivo preciso (raccogliere contatti, vendere, prenotare) ed è il punto di arrivo naturale per le campagne. Per il maestro di sci Andrea Leali ho costruito landing page dedicate a un videocorso, a un camp e alle lezioni private, dentro un sistema con guida, email e Meta Ads: dall’8 settembre all’8 dicembre 2025 ha fatturato 39.564 € con 1.834 € di spesa pubblicitaria. Il risultato è dell’insieme, non della pagina da sola. Nel caso di Andrea Leali trovi il racconto completo, e in Meta Ads o Google Ads come scegliere la piattaforma che porta le persone sulla pagina.

Quanto investire in base all’obiettivo

La cifra giusta non è la più bassa né la più alta: è quella proporzionata a ciò che il sito deve ottenere. Partire dall’obiettivo evita di pagare per funzioni che non servono o di risparmiare su quelle che fanno la differenza.

ObiettivoChe sito serveOrdine di grandezza dalle fontiDove conviene spendere
Farti trovare e dare fiduciaSito vetrina di poche paginecirca 1.500 € per 5 o 6 pagine (Ekeria, 2024)Testi chiari, pagine dei servizi, contatti ben visibili
Raccogliere richiesteSito o landing page con modulo e tracciamentoda 300 € di minimo per una landing page (Economia-Italia.com, 2022)Promessa, modulo, tracciamento di ogni richiesta
Vendere onlineE-commerceda 1.500 € di minimo (Economia-Italia.com, 2022)Pagina prodotto, carrello e checkout
Sostenere campagne a pagamentoLanding page dedicate, sito velocedipende dal numero di offerte da sostenereVelocità, coerenza con l’annuncio, misurazione

Le cifre sono quelle delle fonti già citate: non sono il mio listino e non vanno sommate. Il criterio, però, è mio ed è semplice: più il sito è vicino al denaro che entra, più conviene spendere sul percorso che porta alla richiesta o all’acquisto, e meno sull’aspetto.

In concreto, un sito che deve solo dare fiducia a chi ti ha già sentito nominare può restare essenziale. Uno che sostiene una campagna paga ogni visita, e una pagina lenta o confusa spreca il budget pubblicitario prima che arrivi una richiesta. Un e-commerce vive sul checkout. Se non hai ancora chiaro cosa vendi e a chi, la prima spesa utile non è il sito: è il posizionamento.

Un esempio dal mio lavoro: Talaria

Per Talaria, un CRM che ho progettato e costruito, ho realizzato sia l’applicazione sia il sito che la presenta; non è un caso studio, quindi non ci sono numeri. Se ti serve un’area riservata o un gestionale, non è un sito ma un’applicazione, e i costi sono un’altra storia: li trovi in quanto costa un’applicazione web su misura.

Come scegliere senza pentirsene

Prima di cercare il prezzo più basso, conviene rispondere a poche domande.

  1. Cosa deve succedere quando una persona arriva

    Una chiamata, un modulo, un acquisto, una prenotazione. Il sito si misura su quello, e il resto serve a farlo succedere.

  2. Chi lo aggiornerà

    Se vuoi cambiare testi e immagini da solo, serve uno strumento che lo permetta e un po’ di formazione. Se non vuoi occupartene, serve qualcuno a cui affidare gli aggiornamenti.

  3. Cosa c’è già e cosa va fatto

    Testi, foto, logo, posizionamento. Quello che manca ha un costo, e conviene saperlo prima.

  4. Cosa costerà ogni anno

    Dominio, hosting, aggiornamenti, sicurezza, SEO: si somma tutto, e si confrontano le offerte sul totale, non sulla sola cifra della consegna.

  5. Chi risponde quando serve

    Un sito nasce con il lancio, ma vive dopo. Conviene sapere con chi parlerai quando ci sarà da cambiare qualcosa.

Se non hai chiaro cosa vendi e a chi, la domanda che viene prima di tutte è un’altra, e un sito non basta a risolverla: serve prima il lavoro sul posizionamento. Lo dico nella pagina su siti web e landing page, e lo ripeto qui perché un sito costruito su un messaggio incerto costa quanto uno costruito su un messaggio chiaro, e rischia di rendere meno.

Se vuoi che me ne occupi io: Siti web e landing page

Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.

Domande frequenti

Le risposte, prima ancora di sentirci

Quanto costa un sito web per una piccola azienda?

Le fonti che ho consultato indicano per le piccole imprese una fascia che va da 1.000 a 50.000 €. Il divario dipende da pagine, funzioni e lavoro sui contenuti. Il prezzo dei miei siti lo definisco a progetto chiuso, dopo una chiamata.

Un sito da poche centinaia di euro può andare bene?

Può bastare per una presenza minima, per esempio una pagina con contatti. Va però capito che cosa manca rispetto a un progetto più completo: testi scritti per chi li legge, struttura, tracciamento, velocità. Se il sito deve portare richieste, quel lavoro pesa più del template.

Quali costi arrivano dopo la consegna del sito?

Dominio e hosting ogni anno, la manutenzione e gli aggiornamenti della piattaforma, la sicurezza e, se serve, la parte di posizionamento sui motori di ricerca. Le fonti indicano importi molto diversi per ciascuna voce: nella tabella dei costi ricorrenti trovi le cifre con la loro data.

Il sito è mio e posso modificarlo da solo?

Sì. Alla consegna ricevi accessi e documentazione, e ti mostro come fare le modifiche piccole. A chiunque ti faccia un preventivo conviene chiedere prima di chi saranno dominio, hosting e accessi: è una domanda semplice che evita problemi dopo.

Che differenza c’è di costo tra un sito e una landing page?

Una landing page ha una pagina sola, quindi meno struttura e meno testi. Le fonti indicano per le landing page importi minimi più bassi di quelli di un sito completo. Se ti serve per le campagne, conviene valutarla insieme alla differenza tra Meta Ads e Google Ads.

Conviene WordPress o un sito su misura?

Dipende da cosa deve fare il sito e da chi lo aggiornerà. Per un sito vetrina semplice uno strumento pronto può andare bene. Per esigenze particolari serve altro. Ne parlo nell’articolo WordPress o sito su misura.

Conviene un sito a canone mensile?

Dipende da cosa succede se smetti di pagare. Il canone riduce la spesa iniziale e riunisce hosting e manutenzione, ma in molte offerte il sito resta del fornitore. Prima di firmare conviene farsi scrivere di chi sono dominio, codice e contenuti, quanto dura il contratto e quanto costa riscattare il sito.

Partiamo?

Costruiamo il tuo ecosistema

Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.

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