AI e automazioni
n8n, Zapier o Make: differenze, costi e quale scegliere
Differenze, costi e limiti di n8n, Zapier e Make, con i listini ufficiali verificati, e come scegliere lo strumento giusto per le tue automazioni.

Dipende da funzioni, utenti, integrazioni e dati, e le fasce sono molto larghe: dalle migliaia di euro di uno strumento semplice alle decine di migliaia di un gestionale. Sulle applicazioni non pubblico prezzi miei: li definisco dopo aver capito il lavoro.

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer
Pubblicato il · 10 min di lettura
Un’applicazione web non è un prodotto: è un lavoro. Un calcolatore per un preventivo, un portale dove i clienti vedono i loro ordini e un CRM costruito sul tuo processo di vendita sono cose diverse, e il costo si muove con loro. Per questo una cifra data senza domande è un numero, non un preventivo.
Un’applicazione, a differenza di un sito, fa lavorare: gestisce dati, utenti e passaggi. Un sito racconta e fa decidere. Se quello che ti serve è presentarti e raccogliere contatti, la strada è un altro lavoro, e i costi li trovi in quanto costa un sito web aziendale.
In questo articolo ti dico da cosa dipende il prezzo, quali fasce di mercato ho trovato con le fonti e la data, quali costi arrivano dopo e come ridurre il rischio di spendere male. Sulle applicazioni non pubblico prezzi miei: li comunico dopo la fase di discovery, quando il lavoro è definito.
Cinque cose spiegano quasi tutta la differenza fra un preventivo e l’altro.
A queste si aggiungono il livello di prove richiesto e la manutenzione prevista dopo il lancio.
Ho cercato fonti italiane. Ne ho trovata una in euro con una tabella per tipo di applicazione, e una seconda, in dollari, che dà un confronto per livello di complessità. Sono pagine di operatori del settore, non listini: le leggo come un ordine di grandezza, e ogni riga ha la sua data.
Per tipo di applicazione, in euro (Hostinger Italia, aggiornata a settembre 2026):
| Tipo di applicazione | Freelance o agenzia | Con strumenti no-code |
|---|---|---|
| App web semplice (calcolatori, convertitori) | da 2.000 a 10.000 € | da 0 a 500 € all’anno |
| App per il lavoro (CRM, magazzino) | da 5.000 a 50.000 € | da 0 a 2.000 € all’anno |
| E-commerce | da 5.000 a 75.000 € | da 0 a 3.000 € all’anno |
| Piattaforma di formazione | da 10.000 a 100.000 € | da 0 a 5.000 € all’anno |
| Piattaforma social | da 15.000 a oltre 100.000 € | da 0 a 5.000 € all’anno |
Per voce di costo, in euro (Hostinger Italia, settembre 2026):
| Voce | Fascia indicata |
|---|---|
| Design e interfaccia | da 500 a 20.000 € |
| Hosting e infrastruttura | da 5 a 500 € al mese |
| Integrazioni di terze parti | da 0 a oltre 5.000 € |
| Manutenzione | da 50 a 5.000 € al mese |
Per livello di complessità, in dollari (Utsubo, aprile 2026):
| Livello | Fascia indicata |
|---|---|
| Base | da 15.000 a 40.000 $ |
| Standard | da 40.000 a 100.000 $ |
| Avanzato | da 100.000 a 200.000 $ |
| Con requisiti molto elevati | da 200.000 a oltre 300.000 $ |
La stessa fonte dà alcuni esempi: un portale clienti tra 39.000 e 78.000 $, uno strumento operativo interno tra 30.000 e 65.000 $, uno strumento di fatturazione tra 37.000 e 75.000 $. Sono cifre indicative, come dichiara l’autore, basate su progetti tipici.
Tre avvertenze per leggere queste tabelle.
Quello che le fonti dicono con più chiarezza è che le fasce sono larghe e che dipendono dal perimetro. Una cifra senza perimetro non dice niente.
Come per un sito, il costo di un’applicazione non finisce alla consegna.
Una buona abitudine è chiedere, già nel preventivo, una stima della parte ricorrente. Se il fornitore non sa dartela, conviene chiedersi perché.
Lo fanno salire:
Lo fanno scendere:
La regola che seguo è partire dalla versione più piccola che risolve il problema. Ogni funzione in più ha un costo di sviluppo e di manutenzione, e molte non servono mai. Una funzione usata due volte l’anno quasi mai si ripaga, e preferisco proporti un’alternativa semplice piuttosto che costruirla e lasciartela mantenere.
In pratica, la prima versione la usi sul lavoro vero. Le richieste successive nascono da quello che hai visto accadere, non da quello che avevi immaginato su un foglio. Si spende meno e si sbaglia meno, perché si cambia presto, quando cambiare costa poco.
Un’applicazione non si compra a scatola chiusa. Nelle prime fasi, prima di scrivere codice, si definiscono il problema, il flusso e un prototipo da provare. Cambiare un disegno costa poco, cambiare un software già scritto costa molto: per questo il prezzo si fissa dopo, non prima.
Quando valuti un preventivo, conviene sapere quali fasi dovrebbe comprendere, perché ognuna ha un costo e nessuna si salta senza conseguenze.
Un preventivo che non nomina queste fasi, o ne nomina solo una, non è sbagliato per forza. Ma conviene chiedere dove stanno le altre, e chi se ne occupa.
Non sempre serve costruire. Se un software già pronto copre quasi tutto ciò che ti serve, di solito conviene quello. Gli strumenti no-code, che le fonti mettono a confronto con lo sviluppo, hanno costi annui molto più bassi, e per esigenze semplici possono bastare.
Un’applicazione su misura ha senso quando:
Se la tua esigenza è più vicina all’automazione di compiti ripetitivi che a un software vero e proprio, a volte basta quello e costa meno: ne parlo nella pagina su AI e automazioni.
Il mio esempio più completo è Talaria, un CRM per gestire contatti, conversazioni e appuntamenti di agenzie e clienti. L’ho progettato e costruito io, dal flusso dei dati alle schermate, insieme al sito che lo presenta. Non è un caso studio con i risultati di un cliente, quindi non ho numeri da mostrarti: lo cito per far vedere come lavoro, non per darti una misura. Per un progetto tuo, la cifra dipende da quello che ti serve.
Il modo più sicuro di confrontare due offerte è dare a entrambe lo stesso brief.
Si descrive cosa non funziona oggi e che cosa dovrebbe succedere. Le funzioni vengono dopo, e spesso cambiano quando si guarda il processo da vicino.
Quante persone, di che tipo, con quali permessi. È il dato che più cambia il lavoro.
Gli strumenti che usi oggi e quelli da collegare. Per ciascuno, se offre un modo di collegarlo.
Una lista corta. Tutto il resto è per dopo, e va bene così.
Codice, dati e accessi devono essere tuoi o consegnati a te, con la documentazione. È la garanzia di poter cambiare fornitore.
Con questi cinque punti scritti, il confronto fra preventivi diventa un confronto su cose uguali, e le differenze di prezzo si spiegano. Se invece non sai ancora quale sia il problema da risolvere, la domanda che viene prima è quella, e un preventivo non basta a rispondere. Come lavoro sulle applicazioni lo trovi nella pagina su applicazioni web su misura. Per un sito con esigenze particolari, prima di arrivare a un’applicazione, leggi WordPress o sito su misura.
Se vuoi che me ne occupi io: Applicazioni web
Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.
Domande frequenti
Secondo Hostinger Italia, un’app web semplice, come un calcolatore, costa da 2.000 a 10.000 € se affidata a un freelance o a un’agenzia. È una fascia di mercato, non un mio prezzo: sulle applicazioni definisco il costo dopo la discovery, quando il lavoro è chiaro.
Perché spesso non descrivono lo stesso lavoro. Cambiano le funzioni comprese, il numero di utenti previsti, le integrazioni, il livello di test e la manutenzione dopo il lancio. Il modo più sicuro di confrontare è dare a tutti lo stesso brief scritto.
Hostinger indica da 50 a 5.000 € al mese di manutenzione e da 5 a 500 € al mese di hosting, secondo la complessità. Utsubo suggerisce di mettere da parte il 15-20% del costo iniziale ogni anno. Sono stime di mercato: il tuo costo dipende da quanto cambia l’applicazione.
Se un software già pronto copre quasi tutto ciò che ti serve, di solito conviene quello. Un’applicazione su misura ha senso quando il tuo processo è specifico e gli strumenti standard ti costringono a lavorarci intorno. Te lo dico in chiamata anche quando la risposta è che non ti serve niente di nuovo.
È il modo che consiglio: una prima versione che risolve il problema principale, da usare sul lavoro vero. Le funzioni successive nascono da ciò che serve davvero. Così si spende meno, si sbaglia meno e si costruisce solo ciò che viene usato.
Sì. Alla consegna ricevi l’applicazione online, la documentazione e il codice nel tuo repository. Se un giorno vorrai affidarti a qualcun altro, non dovrai ripartire da zero. È una domanda da fare a chiunque ti proponga un’applicazione, prima di firmare.
Partiamo?
Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.
AI e automazioni
Differenze, costi e limiti di n8n, Zapier e Make, con i listini ufficiali verificati, e come scegliere lo strumento giusto per le tue automazioni.
AI e automazioni
Fasce di mercato per sviluppo, uso e manutenzione di un agente AI aziendale, con le fonti e la data. Cosa fa salire il costo e come chiedere un preventivo.
Siti web e landing page
Il mio prezzo di partenza, le fasce di mercato con le fonti e i costi che il preventivo spesso non mostra.