SEO e posizionamento su Google
Come funziona la SEO a Roma e nel Lazio: cosa cambia da un’area all’altra
Roma, area metropolitana e province del Lazio: come cambiano ricerche e concorrenza, cosa dichiarare su Google e come misurare la tua zona.

La stessa ricerca può dare risultati e concorrenti molto diversi da una città all’altra. Prima di scegliere dove investire conviene misurarlo con un metodo semplice: stesse ricerche, stesso dispositivo, stessa data, una tabella di indicatori. Qui ti spiego come farlo.

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer
Pubblicato il · 8 min di lettura
Hai un’attività a Roma e ti chiedi se conviene aprire una seconda sede, o un servizio a distanza, in un’altra città. Oppure hai già clienti a Latina e a Viterbo e ti domandi se la SEO funzioni allo stesso modo. È una domanda sensata, e la risposta onesta è che dipende dalle ricerche che fanno i tuoi clienti e dalle attività che trovano.
Esistono articoli che confrontano città diverse con una misura propria, fatta nello stesso giorno sulle stesse ricerche. È un buon modo di lavorare, ma dà dati che valgono per quel giorno e per quelle ricerche. Io non ho fatto quella misura per Roma, per il resto del Lazio o per Milano, e quindi non ti darò percentuali. Ti do invece il metodo, che puoi rifare quando vuoi con i tuoi settori e le tue parole.
In breve: questo è un articolo di metodo. Per il quadro nel Lazio, area per area, c’è come funziona la SEO a Roma e nel Lazio.
Google spiega che per le ricerche locali ordina le attività in base a pertinenza, distanza e notorietà. Dei tre, la distanza dipende dal luogo di chi cerca. Le altre due cambiano da una città all’altra per ragioni concrete.
Nessuna di queste frasi è una regola. Sono ipotesi da controllare con il metodo che segue.
Scegli da cinque a dieci ricerche che i tuoi clienti farebbero, tutte con la stessa struttura: servizio più città. Scrivile in un foglio. Non cambiarle durante la prova.
Stesso dispositivo (meglio il telefono, da cui parte la maggior parte delle ricerche locali), finestra privata, stessa connessione, stessa giornata. Se puoi, ripeti a orari diversi. Annota tutto.
Quante attività compaiono nella mappa, quante recensioni hanno le prime tre, che valutazione, quante hanno foto, se hanno un sito, che tipo di pagine occupano i primi risultati organici. Gli indicatori sono nella tabella qui sotto.
Per ogni indicatore guarda la distribuzione: le prime tre attività sono vicine tra loro o la prima ha distacco? In una città con molte attività forti, entrare costa molto. In una con poche, il margine esiste.
In Search Console guarda quanto compari già per quelle ricerche, e dalla scheda Google quante persone ti trovano in ciascuna zona. Il confronto con i dati tuoi vale più di qualsiasi stima.
Scegli una città o una zona su cui lavorare, con pagine e scheda. Rifai la misura quando è passato del tempo e confronta con la prima.
Questa è la tabella che userei come foglio di partenza. Le colonne sono gli indicatori, le righe sono le tue ricerche.
| Indicatore | Come lo rilevi | Cosa ti dice |
|---|---|---|
| Attività nella mappa | Le conti per ogni ricerca | Quanto è affollata la scelta locale |
| Recensioni delle prime tre | Le leggi dalle schede | Quanta notorietà devi costruire per competere |
| Valutazione media delle prime tre | Dalle schede | Quanto è alta l’asticella della qualità percepita |
| Tipo di risultati organici | Portali, directory, siti di attività, articoli | Se conviene la mappa o il sito |
| Siti di attività nelle prime dieci posizioni | Li conti | Quanto spazio c’è per il tuo sito |
| Presenza di annunci | Quanti sono in alto | Quanto è contesa la ricerca a pagamento |
| Impressioni e clic che hai già | Search Console, per query | Dove hai già visibilità |
| Chiamate e indicazioni per zona | Statistiche della scheda | Dove arrivano le richieste vere |
Le prime sei righe si raccolgono a mano se hai cinque ricerche e due o tre città. Le ultime due richiedono che tu abbia già sito e scheda attivi.
Confrontare giorni diversi. I risultati cambiano da un giorno all’altro. Fai le prove nello stesso intervallo, e annotalo.
Dimenticare dove sei. Google tiene conto del luogo da cui cerchi. Se fai la prova da Roma per Latina, vedi un risultato diverso da quello di un abitante di Latina. Per questo scrivi sempre la città nella ricerca e, se puoi, fai verificare la prova a una persona che si trova davvero lì.
Usare il volume come verità. Il Pianificatore di Google Ads chiama le sue cifre stime, e Google stesso avverte che le parole con volumi molto bassi non si possono scoprire né prevedere. Per una ricerca di zona il volume può essere minuscolo e valere molto, perché chi la fa ha già un bisogno preciso.
Guardare solo la posizione. La rapporto sul rendimento di Search Console mostra clic, impressioni, percentuale di clic e posizione media. Una posizione media è una media: dice poco se i dati sono pochi. Guarda i clic e le richieste.
Generalizzare da un caso. Una ricerca che va bene in una città non dice nulla su un’altra. Un articolo che misura un solo giorno ti dà una fotografia, non una legge.
Supponi di avere uno studio professionale a Roma e di valutare Latina. Farei così.
Può uscire che Latina sia più facile per una ricerca e più difficile per un’altra. Va bene: la risposta utile è quasi sempre per ricerca, non per città.
Se vendi a livello nazionale, o hai un servizio che si fa a distanza, il confronto tra Roma e Milano ha un altro significato: non confronti due mercati locali, confronti due insiemi di concorrenti per la stessa offerta. In quel caso la mappa conta meno e contano di più il sito, i contenuti e la reputazione fuori dalla città. Il metodo è lo stesso, ma gli indicatori da guardare sono quelli organici: che tipo di pagine occupano le prime posizioni, quanto sono approfondite, quante hanno una risposta chiara.
Nei miei progetti ho lavorato sia in una grande città sia in provincia di Milano. Per Centro IDEA, a Roma, gli annunci su Google in un anno hanno ricevuto 26.385 clic a 0,22 € l’uno: mostrano che esisteva una domanda concreta e precisa per quel trattamento. Non è un risultato di SEO e non lo presento come tale: è il tipo di dato con cui si decide se una zona merita un lavoro di posizionamento.
Alla fine della misura hai tre possibili decisioni.
Per una guida completa sui passi di lavoro in una zona scelta c’è SEO locale per PMI in sette passi. Se vuoi farti aiutare nella misura, trovi cosa include un controllo professionale in audit SEO: cosa aspettarsi, e la pagina del servizio è SEO e posizionamento su Google.
Se vuoi che me ne occupi io: SEO e posizionamento su Google
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Domande frequenti
Con prudenza. Il Pianificatore di Google Ads li dà come stime e non può mostrare le ricerche molto rare. Vanno bene per capire gli ordini di grandezza, non per decidere da soli. Il volume non ti dice quanta concorrenza c’è né quante richieste porterà.
Puoi confrontare i dati, non la pagina: se la pagina è quasi uguale, in una città può funzionare e in un’altra no per ragioni che non dipendono da lei. Per capire cosa funziona conviene cambiare una variabile alla volta e confrontare i numeri nello stesso periodo.
Non si evita del tutto. Si riduce: finestra privata, stesso dispositivo, posizione impostata in modo coerente e stessa fascia oraria. Annota come hai fatto la prova, perché Google tiene conto del luogo in cui ti trovi e di ciò che sa di te.
Dipende da dove hai già clienti e da dove puoi seguirli davvero. Allargare ha senso quando una città ha una domanda reale e tu puoi presidiarla, con una sede, un’area di servizio o un servizio a distanza. Aprire pagine per città dove non lavori non aiuta.
Il metodo che descrivo non ha costi di strumenti: usi Google, Search Console e un foglio di calcolo. Costa tempo. Se preferisci affidarlo, rientra nell’audit: nell’articolo dedicato spiego cosa contiene e quando ha senso farlo fare a qualcuno.
Partiamo?
Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.
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