Campagne pubblicitarie
Quanto costa la pubblicità su Facebook e Instagram: budget, costo per contatto, gestione
Budget, costo per contatto e gestione delle campagne su Meta, con fasce di mercato, fonti e i numeri dei miei progetti.

Per un dentista la pubblicità su Meta è possibile solo come informazione sanitaria: servizi, titoli, sede, orari, senza elementi promozionali o suggestivi. Io curo il marketing: campagne, misura e regole di Meta. Le norme vanno verificate con il tuo Ordine, e la responsabilità delle inserzioni resta tua.

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer
Pubblicato il · 10 min di lettura
Chi ha uno studio dentistico, o una clinica, si fa spesso la stessa domanda: la pubblicità su Facebook e Instagram funziona anche per noi? La risposta è in due parti. Dal punto di vista del marketing, sì: se ci si muove con metodo, si possono far conoscere lo studio, misurare i contatti e correggere il tiro. Dal punto di vista delle regole, in sanità la pubblicità non è libera come per un negozio, e va fatta con attenzione.
Prima di entrare nei dettagli, due premesse che valgono per tutto l’articolo.
Questa guida non è un parere legale e non sostituisce il controllo del tuo Ordine. Le norme sulla pubblicità sanitaria vanno verificate con l’Ordine di appartenenza e con un legale di tua fiducia, e la responsabilità delle inserzioni resta del professionista o della struttura che le pubblica. Io mi occupo della parte di marketing: impostazione delle campagne, misura e rispetto delle regole di Meta.
Anche i risultati che ti racconto sono quelli di un progetto, con il suo contesto: i risultati non sono garantiti e dipendono dal contesto.
Il punto di partenza è la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018). Il comma 525 dice che le comunicazioni informative delle strutture sanitarie private e degli iscritti agli albi delle professioni sanitarie possono contenere unicamente le informazioni previste dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 223/2006, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, con esclusione di qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente. Il comma 536 prevede che, in caso di violazione, gli Ordini territoriali procedano in via disciplinare e segnalino la violazione all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Il codice di deontologia medica, nella versione del 2014 con le modifiche del 2016 che ho potuto consultare, va nella stessa direzione. L’articolo 56 dice che la pubblicità informativa sanitaria ha per oggetto i titoli professionali e le specializzazioni, l’attività professionale, le caratteristiche del servizio offerto e l’onorario delle prestazioni; deve essere veritiera, corretta, mai equivoca o ingannevole. L’articolo 54 esclude che si possano pubblicizzare prestazioni gratuite o formule equivalenti. Per gli odontoiatri esiste anche la Commissione albo odontoiatri (CAO) della FNOMCeO, a cui chiedere indicazioni. Quella versione potrebbe essere stata aggiornata: verifica sul sito della FNOMCeO e con il tuo Ordine il testo in vigore e le linee guida più recenti.
In pratica, per me questo significa una cosa semplice: la pubblicità di uno studio dentistico dice chi sei, cosa fai, dove, con quali titoli e in quali orari. Non convince, non spinge, non confronta.
Fonte: regolamento dell’Ordine di Reggio Emilia, che riporta il testo dei commi 525 e 536 e degli articoli 54-56, consultato il 22 ottobre 2026. Il testo ufficiale è nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2018.
Dentro questi limiti, ci sono molte cose utili da fare.
Quando imposto campagne per studi sanitari, ci sono cose che non faccio, e che non ti consiglio di fare nemmeno tu:
Per l’ultimo punto trovi più sotto il motivo. Gli altri sono in contrasto con ciò che ho riportato sopra: l’informazione sanitaria non è promozionale né suggestiva.
Meta ha le sue regole, in aggiunta alla legge, e un’inserzione può essere respinta anche quando rispetta quella italiana.
Fonti: Salute e benessere e Violazioni della privacy e caratteristiche personali, consultate il 22 ottobre 2026. Le regole cambiano: controlla sempre la versione in vigore.
Questo è il punto in cui più spesso si sbaglia, con le migliori intenzioni.
Che cosa ne ricavo, per le campagne:
Se dubiti di un passaggio, fermati e chiedi a chi si occupa di privacy per lo studio. È più facile farlo prima che dopo.
Nel lato marketing, queste sono le cose che guardo.
Il costo di un contatto non è il costo di un paziente. Il costo di un paziente dipende da quanti contatti diventano appuntamenti e da quanti appuntamenti diventano trattamenti, e questa parte la vede lo studio, non la piattaforma.
Per uno studio di estetica dentale di Roma, trasferito in un nuovo quartiere, Meta ha avuto un compito preciso: far conoscere lo studio e trasformare l’attenzione in un contatto, con contenuti visivi curati e un modulo da compilare. Google intercettava chi cercava già un trattamento.
I numeri di marketing, aggregati e riferiti a 1 anno: sulla piattaforma Meta la spesa è stata di 25.727 €, i contatti dal modulo 1.940, a 13,26 € l’uno. Sull’insieme di Meta e Google, la spesa pubblicitaria totale è stata di 31.581 €, con un ritorno di 5,5x. Una parte dei pazienti non compila il modulo: scrive in direct, telefona o si presenta dopo aver guardato i contenuti, quindi il valore reale è più alto di quello che si traccia.
Non ti racconto cosa dicevano gli annunci né cosa è stato fatto in studio: non è il tema. Il punto è che le campagne hanno lavorato dopo che l’identità e il posizionamento dello studio erano stati messi in ordine, e che i numeri si leggono con il loro contesto. I risultati non sono garantiti e dipendono dal contesto: studio, quartiere, concorrenza e lavoro di chi risponde ai contatti. Il caso intero, con le fonti dei numeri, è in Centro IDEA.
Servono a momenti diversi. Google intercetta chi sta già cercando un trattamento, ed è spesso il primo canale da guardare; Meta fa conoscere lo studio a chi non lo cerca. Nel caso di Centro IDEA, su Google il costo medio per clic è stato di 0,22 € in 1 anno, un dato che non va confuso con il costo di un contatto. Per scegliere da dove partire leggi Meta Ads o Google Ads; per i costi dei due canali, quanto costa la pubblicità su Facebook e Instagram e quanto costa Google Ads.
Prima di scrivere un annuncio, controlla con l’Ordine di appartenenza cosa puoi dire e come. Se hai una direzione sanitaria, coinvolgila.
Servizi, titoli, sede, orari, come prenotare. Sono il materiale di tutte le inserzioni e della pagina di arrivo.
Contatti dal modulo o dal telefono, e un modo per sapere, in forma aggregata, quanti diventano appuntamenti.
Pochi campi di contatto, nessun campo libero, eventi di misura con nomi neutri.
Una campagna, una pagina, un obiettivo. Poi si corregge e si aggiunge.
Come lavoro sulle campagne Meta lo trovi nella pagina Meta Ads. Il mio ruolo è la parte di marketing; il controllo delle regole sanitarie resta tuo e del tuo Ordine.
Se vuoi che me ne occupi io: Meta Ads
Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.
Domande frequenti
Sì, ma nei limiti dell’informazione sanitaria. La legge 145/2018 prevede che le comunicazioni delle strutture sanitarie e degli iscritti agli albi contengano solo le informazioni previste dalla normativa, funzionali alla sicurezza dei trattamenti, senza elementi promozionali o suggestivi. Le regole vanno verificate con il tuo Ordine: non sono un legale e questo non è un parere.
Il professionista o la struttura sanitaria che la pubblica. Chi gestisce le campagne cura la parte di marketing, cioè impostazione, misura e rispetto delle regole di Meta, ma non sostituisce il controllo dell’Ordine né il tuo giudizio sul contenuto. Per questo i testi e le immagini vanno approvati da te, e verificati con l’Ordine di appartenenza.
Non esiste una cifra valida per tutti: dipende da zona, concorrenza, servizio e dal modulo. In un mio progetto per uno studio di estetica dentale a Roma, in 1 anno, la spesa su Meta è stata di 25.727 € e i contatti dal modulo 1.940, a 13,26 € l’uno. È un caso, non una media, e un contatto non è un paziente.
Non te lo consiglio. L’articolo 9 del GDPR dà ai dati sulla salute una protezione particolare, e i termini degli strumenti aziendali di Meta richiedono di non condividere dati basati su informazioni sulla salute. Un modulo con pochi campi di contatto, e la descrizione del problema rimandata al colloquio con lo studio, riduce il rischio.
I due canali servono a momenti diversi: su Google intercetti chi cerca già un trattamento, su Meta fai conoscere lo studio a chi non lo cerca. Le regole sul contenuto valgono per entrambi, mentre le impostazioni, la misura e il modo di presentarsi cambiano. Ne parlo in Meta Ads o Google Ads.
Guardo il costo per contatto, quanti contatti diventano appuntamenti e quanto tempo passa prima della prima risposta. Per misurare il resto serve che lo studio mi dica, in forma aggregata, quanti sono arrivati e quanti no, senza dati personali dei pazienti. Il risultato non è garantito e dipende dal contesto.
Partiamo?
Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.
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