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Scheda Google Business Profile: come curarla se hai un’attività locale

La scheda Google è la prima cosa che molti clienti vedono di te. Si crea e si verifica gratis, ma va compilata con cura: nome reale, categoria giusta, indirizzo o area di servizio, orari, foto vere e risposte alle recensioni. Poi si controllano pochi numeri ogni mese.

Luca Mercuri

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer

Pubblicato il · 8 min di lettura

Perché la scheda pesa quanto (o più) del sito

Quando qualcuno cerca da telefono un’attività vicina a sé, la prima cosa che vede non è il tuo sito: è una scheda con il nome, la valutazione, le foto, il pulsante per chiamare e quello per le indicazioni. Se la persona decide lì, il tuo sito non lo apre mai.

Per questo, per molte attività locali, curare la scheda rende più di qualsiasi altro intervento. È gratuita, la gestisci tu, e non richiede competenze tecniche. Richiede però precisione, perché Google ha regole chiare su cosa si può scrivere e su cosa no. In questo articolo ti spiego come creare la scheda, cosa compilare e in che ordine, e come tenerla viva senza dedicarle ore. Se ti serve prima il quadro generale, leggi SEO locale per PMI in sette passi.

Le regole le cito dalle pagine di aiuto di Google, con la data in cui le ho lette: cambiano, e vanno sempre ricontrollate.

Prima di tutto: esiste già?

Prima di creare qualcosa, cerca il nome della tua attività su Google e su Maps, da telefono. Può darsi che una scheda ci sia già: aperta da un ex socio, generata da Google a partire da elenchi pubblici, creata da un cliente. Se c’è, la rivendichi. Una seconda scheda per la stessa sede non serve a nulla e, secondo le linee guida, ogni sede deve avere un solo profilo.

Per creare o rivendicare la scheda ti serve un account Google e la verifica dell’attività, che Google propone con le modalità disponibili per il tuo caso. Finché non è verificata, alcune funzioni non sono disponibili: ad esempio, le immagini compaiono solo dopo la verifica.

Che cosa compilare

La scheda ha molti campi. Quelli che contano davvero sono pochi, e vanno compilati con cura.

Nome

Scrivi il nome reale dell’attività, quello che compare sull’insegna e sul sito, e che i clienti usano. Le linee guida chiedono di non aggiungere slogan, orari, numeri di telefono, indirizzi web o indicazioni sui servizi o sulla posizione. Non ammettono il simbolo ® né le parole tutte maiuscole. La tentazione di aggiungere «idraulico Roma» al nome è comune e va evitata.

Categoria

La categoria principale dice a Google che cosa sei. Le linee guida chiedono di scegliere il minor numero possibile di categorie, le più specifiche, e di non usarle come parole chiave: descrivono ciò che l’attività è, non tutto ciò che offre. Una categoria secondaria ha senso solo se corrisponde a un’attività vera.

Indirizzo o area di servizio

Se ricevi clienti nel tuo locale, scrivi la sede fisica con il numero civico. Non sono ammessi caselle postali né uffici virtuali. Se vai tu dai clienti, puoi indicare un’area di servizio e nascondere l’indirizzo se non ricevi persone. Google indica che, di norma, l’area non dovrebbe superare circa due ore di guida dalla sede. Come ragionare sulle zone a Roma e nel Lazio lo trovi in come funziona la SEO a Roma e nel Lazio.

Chi si trasferisce deve aggiornare tutto subito. Quando Centro IDEA ha cambiato quartiere a Roma, nella nuova zona nessuno sapeva che lo studio esistesse: in casi come questo l’indirizzo giusto, ovunque venga citato, è la prima cosa da sistemare.

Orari, telefono, sito

Orari sempre veri, comprese le chiusure per ferie e per festività. Un solo numero di telefono principale, lo stesso che compare nel sito. L’indirizzo del sito è quello della pagina più utile per chi arriva da lì, non per forza la home.

Descrizione e servizi

La descrizione spiega in modo chiaro cosa fai, per chi e dove. Google chiede di non inserire link, promozioni, prezzi o offerte e di non scrivere testi senza senso. Scrivila come la diresti a voce a un nuovo cliente. I servizi li elenchi uno per uno, con il nome che usano i clienti.

Foto e video

Le foto rendono la scheda più completa e, secondo Google, aiutano chi arriva a riconoscere il posto. Le linee guida richiedono immagini nitide, ben illuminate, senza modifiche pesanti, che rappresentino la realtà. Per le foto, i formati sono JPG e PNG, tra 10 KB e 5 MB, con una risoluzione consigliata di 720 × 720 pixel e minima di 250 × 250. Per i video, il limite è di 30 secondi e 75 MB, con risoluzione di almeno 720p.

Cosa fotografare: la facciata, per far riconoscere il posto; l’ingresso; gli interni; chi lavora da te, con il suo consenso; il lavoro finito, se ha senso per il tuo mestiere. Se nelle foto compaiono persone riconoscibili, chiedi loro il permesso prima di pubblicarle. Il logo e la foto di copertina sono le due immagini che definiscono la scheda: scegli bene.

Recensioni: chiederle, leggerle, rispondere

Le recensioni contano per Google, che le cita tra i segnali di notorietà, e contano per chi sta scegliendo.

Chiederle. Google permette di ricordare ai clienti di lasciare una recensione con un link o un codice QR creati dalla scheda. Il momento migliore è subito dopo il servizio, a voce, dicendo che una recensione sincera ti aiuta. Non dare nulla in cambio: la regola di Google è netta, offrire beni o servizi gratuiti o scontati per ottenere recensioni, per modificarle o per toglierle è vietato.

Il quadro italiano. Dopo il recepimento della direttiva europea 2019/2161 con il decreto legislativo 7 marzo 2023, n. 26, il Codice del consumo vieta di inviare recensioni false o di fornire informazioni false sulle recensioni pubblicate, come ricorda l’AGCM nell’audizione del 25 novembre 2025 che ho consultato. Per questa parte, se hai dubbi, parla con un legale.

Rispondere. Rispondi a tutte, anche a quelle positive, in modo breve e non uguale per tutti. Google sconsiglia di usare la risposta per promuovere offerte. Con le critiche: mai attacchi personali, proteggi la privacy della persona, riconosci un errore se c’è stato, spiega cosa farai, invita a un contatto privato se il caso è complesso.

Se lavori in ambito sanitario o legale, prima di rispondere pensa a cosa stai dicendo: confermare in pubblico che una persona è tua cliente o paziente può rivelare un’informazione che non vuoi diffondere. Rispondi in modo generale («ci dispiace, scrivici per capire meglio») e porta il discorso in privato.

Segnalare. Se una recensione viola le regole di Google, puoi segnalarla. Una recensione che ti sembra ingiusta ma rispetta le regole non si toglie.

Coerenza con il resto del web

Il nome, l’indirizzo e il telefono della scheda devono essere uguali a quelli del sito, dei social e degli elenchi in cui compari. Se cambi qualcosa, cambialo ovunque. È un controllo noioso e fa la differenza, perché Google confronta le fonti per decidere se si fida delle informazioni. Sul sito, i dati strutturati di tipo attività locale permettono di dichiarare in forma standard nome, indirizzo e orari. Google indica nome e indirizzo come campi richiesti.

Cosa controllare ogni mese

Nella scheda trovi le statistiche. Ne bastano quattro.

  1. Con quali ricerche ti hanno trovato.
  2. Quante persone hanno chiamato.
  3. Quante hanno chiesto indicazioni.
  4. Quante sono andate sul sito.

A queste aggiungi le recensioni nuove, quelle senza risposta, e una domanda ai clienti nuovi: «come ci ha trovato?». Tra tutti i numeri, le chiamate e le richieste reali sono quelli che contano. Le visualizzazioni servono solo a capire se il lavoro che fai viene visto.

Gli errori che vedo più spesso

  • Il nome gonfiato. Parole chiave aggiunte al nome: non sono ammesse e danno un’idea sciatta.
  • Foto prese da internet. Le foto devono rappresentare la tua attività.
  • Tante categorie. Più categorie non fanno comparire di più, fanno comparire male.
  • Orari non aggiornati. Il cliente arriva, trova chiuso, lo scrive.
  • Recensioni che non ricevono risposta. Chi legge nota anche questo.
  • Nessuno responsabile. La scheda è di tutti e quindi di nessuno: scegli chi la cura e chi ha gli accessi, e assicurati che gli accessi siano a nome dell’attività, non di una persona che può andarsene.

Da dove cominciare

Cerca la tua attività da telefono. Verifica nome, indirizzo, telefono e orari. Scegli la categoria principale. Aggiungi dieci foto vere. Chiedi a cinque clienti recenti una recensione sincera. Rispondi a quelle che ci sono già. Poi metti nel calendario un appuntamento mensile per guardare i numeri. Se vuoi che qualcuno controlli il resto, trovi cosa include un audit in audit SEO: cosa aspettarsi, e la pagina del servizio è SEO e posizionamento su Google.

Se vuoi che me ne occupi io: SEO e posizionamento su Google

Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.


Domande frequenti

Le risposte, prima ancora di sentirci

La scheda Google è gratuita?

Sì, creare e gestire la scheda non ha costi. Se vuoi farti aiutare, il costo è quello del lavoro di chi la cura. Google non vende un posizionamento migliore: nella sua guida scrive che non c’è modo di chiedere o pagare un ranking locale più alto.

Posso avere la scheda senza avere un sito?

Sì, la scheda funziona anche senza sito. Un sito però dà a chi ti trova un posto dove approfondire e a Google più informazioni su di te. Se la scheda è la tua unica vetrina, curala di più: orari, servizi, foto e recensioni sono tutto quello che la persona vede.

Cosa faccio se qualcuno ha già creato una scheda per la mia attività?

Succede spesso. Cerca la tua attività su Google e Maps: se la scheda c’è, puoi rivendicarla e verificarla. Evita di crearne una seconda, perché le schede doppie confondono Google e le persone. Ogni sede deve avere un solo profilo.

Posso offrire uno sconto a chi scrive una recensione?

No. Google vieta di offrire beni o servizi, gratuiti o scontati, in cambio di recensioni, e le classifica tra i contenuti falsi o fuorvianti. In Italia inoltre le recensioni false sono una pratica commerciale scorretta. Puoi chiedere una recensione onesta, con un link diretto.

Come rispondo a una recensione negativa?

Con calma e in modo breve. Google consiglia di non attaccare la persona, di proteggerne la privacy, di riconoscere un errore se c’è stato e di spiegare cosa puoi fare. Se il caso è complesso, invita a un contatto privato. Per i settori sanitari, evita di confermare che la persona è un tuo paziente.

Con che frequenza va aggiornata la scheda?

Ogni volta che cambia qualcosa di vero: orari, chiusure, servizi, indirizzo, telefono. Una volta al mese conviene guardare le statistiche e le recensioni arrivate. Non serve aggiungere contenuti per forza: serve che quello che c’è sia giusto.

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Mi racconti la tua attività e cosa vuoi ottenere, e capiamo insieme se posso esserti utile. Se non sono la persona giusta, te lo dico.

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