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Cosa fa un’agenzia di marketing e che differenza c’è con un consulente

Un’agenzia mette insieme più figure, ciascuna con il suo compito: strategia, creatività, campagne, siti. Un consulente segue il tuo marketing da solo, ed è l’unico interlocutore che hai. Entrambe le strade possono essere giuste: dipende da quanto lavoro serve e da chi vuoi avere davanti.

Luca Mercuri

Scritto da Luca Mercuri, Ingegnere e Digital Marketer

Pubblicato il · 9 min di lettura

Cosa fa un’agenzia di marketing

Un’agenzia di marketing prende in carico una parte del marketing di un’azienda, o tutto, e lo fa con un gruppo di persone. Il servizio varia da un’agenzia all’altra, ma i mestieri sono più o meno questi:

  • Strategia e posizionamento. Chi sei, a chi parli, cosa dici di diverso, su quali canali.
  • Creatività e contenuti. Testi, grafiche, video, fotografie, post per i social.
  • Campagne a pagamento. Impostazione e gestione di annunci su Meta, Google e altre piattaforme.
  • Siti e pagine di arrivo. Progettazione e sviluppo, a volte con il posizionamento sui motori di ricerca.
  • Relazioni e comunicazione. Ufficio stampa, eventi, collaborazioni con creator.
  • Misura e report. Raccolta dei dati e resoconti periodici.

Non tutte le agenzie fanno tutto: molte si specializzano in una o due di queste aree. Quello che le accomuna è il modo di lavorare, per ruoli.

Come lavora, e chi ci trovi dentro

In un’agenzia il lavoro si divide fra figure con competenze diverse. Di solito c’è una persona che tiene il rapporto con il cliente, una che ragiona sulla strategia, chi scrive, chi disegna, chi imposta le campagne, chi sviluppa il sito. Il vantaggio è evidente: ciascuno fa il mestiere che sa fare meglio, e se una persona manca il lavoro non si ferma.

Il rovescio è un fatto di organizzazione, non di qualità. Più persone ci sono, più passaggi di mano ci sono, e può succedere che un’informazione non arrivi a chi imposta le campagne, o che una richiesta del cliente non trovi subito chi la sente sua. Non succede per forza, e le strutture ben curate se ne accorgono e rimediano. Ma è il punto da chiarire prima di cominciare: chi risponde di cosa, e a chi ti rivolgi quando serve.

I modelli di agenzia più comuni

Dire «agenzia» è dire cose diverse. Guardando come sono fatte, ne distinguo quattro, senza etichette rigide.

  • L’agenzia a servizio completo, che copre strategia, creatività, campagne e sito. Ti risparmia la ricerca di più fornitori e ti dà un solo contratto, con un gruppo ampio dietro.
  • L’agenzia specializzata in un’area, per esempio le campagne a pagamento, i social o il posizionamento sui motori di ricerca. Fa una cosa e la fa a fondo, e può essere una buona scelta se il resto lo gestisci tu o un altro fornitore.
  • Lo studio creativo, concentrato su identità, grafica e video. È la scelta naturale quando il tema è l’immagine più che i numeri.
  • Il piccolo studio o la boutique, con poche persone: si avvicina, per modo di lavorare, a un consulente allargato.

Capire in quale gruppo cade quella che stai valutando aiuta a non confrontare cose diverse.

Cosa fa invece un consulente

Un consulente di marketing è una persona sola che segue il tuo marketing dalla strategia alla messa in pratica. Il mio modo di lavorare, ad esempio, parte sempre dal posizionamento, passa per sito, campagne ed email, e guarda i dati che tornano indietro. Non perché sappia fare tutto meglio di un gruppo, ma perché le cose sono collegate e conviene che le veda la stessa persona.

Il vantaggio più concreto è l’unico interlocutore: quando qualcosa non funziona sai a chi chiederlo, e quella persona conosce già il resto. Nel progetto di Andrea Leali, un maestro di sci, ho lavorato su identità, offerte, landing page, email e Meta Ads, come parti di un solo sistema: chi sistemava la pagina vedeva anche cosa succedeva nelle email. Nel caso di Andrea Leali lo trovi raccontato per intero.

Un consulente ha anche dei limiti, e vanno detti. Non può fare tutto nello stesso momento: se servono dieci contenuti video a settimana o un evento con molte persone al lavoro, una sola persona non basta. Quando serve una competenza diversa, come un videomaker, lo dico e coinvolgo un collaboratore, senza far finta di fare tutto da solo.

Che cosa cambia, in pratica, con un solo interlocutore

«Un solo interlocutore» suona come uno slogan, e vale la pena dire cosa significa nel lavoro di ogni giorno.

  • Non si ripete il brief. Quello che mi racconti una volta resta con me: il tuo settore, i clienti che ti interessano, quello che hai già provato. Non devi ridirlo a chi subentra.
  • Chi decide è chi fa. Se un annuncio non porta richieste, la persona che lo ha scritto è la stessa che guarda cosa succede dopo il clic e può cambiare la pagina, il modulo o il messaggio.
  • I problemi non rimbalzano. Quando i pezzi sono tutti in mano a una persona, la domanda «di chi è questo?» non esiste.
  • Il rapporto cresce. Più conosco la tua attività, più le scelte sono rapide e mirate.

Un esempio dai miei progetti: per FF Consulting, una società appena nata, a un certo punto c’erano tante trattative e nessuna chiusura. Guardando l’intero percorso, dal modulo al CRM, è emerso che i tempi di conversione erano troppo lunghi per un’azienda che doveva incassare presto, e una domanda in più nel modulo ha spostato l’attenzione su chi poteva decidere subito. Era un problema che si vedeva solo da lì, non dagli annunci. Nel caso di FF Consulting trovi il racconto completo.

Agenzia e consulente a confronto

CriterioAgenziaConsulente
InterlocutoreUn gruppo, spesso con una figura di riferimentoUna sola persona
Visione d’insiemeDipende da come è organizzato il lavoroUna persona che conosce l’intero percorso
CompetenzeMolte, con specialisti per ruoloAmpie, ma con i limiti di una persona; per il resto, collaboratori
Capacità di produzioneAlta: più persone in paralleloPiù contenuta
ContinuitàAssicurata dal gruppoDipende dalla disponibilità di una persona
FlessibilitàDipende dalla strutturaAlta: decisioni rapide, nessun passaggio
CostiComprendono la strutturaDi solito più contenuti; vedi le fonti nell’articolo sui costi

Non esiste una colonna che vinca su tutte le righe. Contano quelle che pesano per te.

Quando un’agenzia è la scelta giusta

Una scelta onesta riconosce quando serve un gruppo. Nella mia esperienza, un’agenzia è la strada giusta quando:

  • hai bisogno di molta produzione in parallelo, per esempio video, contenuti quotidiani e campagne su più canali;
  • il progetto richiede competenze molto diverse allo stesso tempo, dalla pubblicità alla comunicazione e agli eventi;
  • hai già un team interno di marketing che coordina i fornitori e ha il tempo di gestire un gruppo;
  • ti serve una continuità garantita nei giorni in cui una persona non c’è.

In questi casi un consulente da solo non è la risposta, e se mi chiedono, lo dico.

Quando un consulente è più adatto

Un consulente è di solito più adatto quando:

  • sei una piccola o media azienda, o un professionista, e vuoi una strategia chiara prima di spendere in campagne;
  • vuoi capire cosa succede e parlarne con la persona che lo fa, non con chi ti riferisce;
  • il lavoro riguarda più aree collegate, come posizionamento, sito, campagne ed email, e conviene che le veda la stessa persona;
  • preferisci un solo riferimento a cui scrivere quando serve.

Come si lavora, in pratica, con un consulente

Per dare un’idea concreta di cosa significhi seguire il marketing di un’attività da soli, ecco il percorso che propongo per le campagne. Parto dall’analisi: studio la tua attività, il mercato e i concorrenti, per capire cosa dicono tutti e dove puoi dire qualcosa di diverso. Poi scegliamo insieme obiettivo, pubblico e piattaforma, e imposto account e tracciamento in modo che ogni contatto si possa seguire fino alla vendita. Scrivo io testi e brief degli annunci. Concordiamo con te chi risponde ai contatti e in quanto tempo, prima del lancio. Dopo il lancio controllo i dati ogni giorno e li discuto con te ogni mese in un report.

L’account pubblicitario resta tuo, con accesso condiviso: se un giorno smettiamo di lavorare insieme, ti resta tutto lo storico. Una cosa che chiedo sempre, perché dal lato dell’azienda pesa quanto il lavoro del consulente: qualcuno che risponda ai contatti in tempi brevi. Se manca, è il primo punto da sistemare.

Non è sempre una scelta o l’altra

Le due strade si possono anche combinare. Un consulente può coordinare dei fornitori specializzati e fare da unico riferimento per te, e un team interno può affiancarsi a un consulente per la parte strategica. Quando in un progetto serve una produzione che una persona sola non regge, lo dico e propongo chi coinvolgere: l’importante è che resti chiaro chi risponde del risultato.

Cosa chiedere prima di scegliere

Che tu valuti un’agenzia o un consulente, poche domande fanno chiarezza.

  1. Con chi parlerò ogni settimana

    Una persona precisa, con nome e ruolo. Se la risposta cambia a seconda di chi la dà, è un segnale da approfondire.

  2. Chi farà il lavoro

    Chi imposta le campagne, chi scrive, chi sviluppa. Conviene sapere se sono le persone che hai incontrato.

  3. A chi mi rivolgo quando qualcosa non va

    E in quanto tempo ricevo una risposta. Un buon fornitore lo scrive.

  4. Che dati vedrò e ogni quanto

    Accesso agli account, report, riunioni. Il tuo account pubblicitario dovrebbe restare tuo.

  5. Cosa succede se smetto

    Cosa resta a te: account, accessi, documentazione. È la garanzia di poter cambiare strada.

Per scegliere a Roma trovi le domande da fare in come scegliere un consulente di marketing e i criteri per un’agenzia in agenzie di marketing a Roma; le cifre sono in quanto costa un’agenzia di marketing e quanto un consulente. Se vuoi vedere come ragiono sui costi di una campagna, leggi quanto costa la pubblicità su Facebook e Instagram. Per scegliere la piattaforma, c’è Meta Ads o Google Ads. Come lavoro sulle campagne lo trovi nella pagina su campagne pubblicitarie.

Se vuoi che me ne occupi io: Campagne pubblicitarie

Ti racconto come lavoro e per chi ha senso. Se vuoi, ne parliamo in una chiamata.

Domande frequenti

Le risposte, prima ancora di sentirci

Cosa fa esattamente un’agenzia di marketing?

Prende in carico una parte o l’insieme del marketing di un’azienda: definisce la strategia, produce i contenuti, gestisce le campagne e, in molti casi, anche il sito e i social. Lo fa con un gruppo di persone con ruoli diversi, che di solito comprende chi segue il rapporto con te e chi svolge il lavoro operativo.

Che differenza c’è tra agenzia e consulente di marketing?

La differenza principale è la struttura. Con un’agenzia lavori con un gruppo e, in genere, con una figura che fa da tramite. Con un consulente hai una sola persona che conosce tutto il percorso e risponde di quello che fa. Cambia chi hai davanti, e cambia quanto lavoro può essere svolto in parallelo.

Quando conviene un’agenzia e non un consulente?

Quando servono molte competenze e molta produzione allo stesso tempo: campagne su più canali, video, eventi, comunicazione continua, magari con un team interno che coordina i fornitori. In questi casi un gruppo copre ciò che una persona sola non riesce a fare nello stesso tempo.

Un consulente può occuparsi anche di sito, email e campagne insieme?

Sì, ed è uno dei motivi per cui lo si sceglie. Io, per esempio, lavoro su posizionamento, sito, campagne ed email come parti dello stesso percorso. Quando serve una competenza di produzione diversa, come un videomaker, lo dico apertamente e coinvolgo un collaboratore.

Come capisco chi mi segue davvero nella mia azienda?

Prima di firmare, chiedi con chi parlerai ogni settimana, chi farà il lavoro e a chi rivolgerti quando qualcosa non va. Un buon fornitore, agenzia o consulente, risponde in modo chiaro. Se la risposta è vaga, conviene fermarsi a chiarirla prima di cominciare.

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